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Lost and Found

03/08/10
Lost and Found.

Mothers and Daughters (2002), The Mundane and the Monumental (2004) e l’Immagine di Sardegna (2010) sono tre serie che dimostrano come il mio lavoro si sviluppi in diverse direzioni, mantenendo sempre intatti stile e tematiche. Il legame fra questi tre pezzi (e la maggior parte del mio lavoro fino ad oggi) sta nell’essere stati ispirati da generi fotografici convenzionali come l’album di famiglia, le immagini storiche e di archivio ed ancora le cartoline. Cambiando le modalità attraverso le quali le immagini vengono mostrate o associate ad altre immagini, e inquadrate in un contesto diverso da quello in cui vennero originariamente trovate, emergono nuovi significati e le immagini possono essere lette da prospettive diverse.
I tre pezzi hanno in comune anche un attento lavoro di selezione ed editing effettuato durante la fase di creazione, partendo da un corpus fotografico proveniente da un vasto archivio o da una collezione di immagini. Le immagini di The Mother and the Daughter traggono ispirazione dall’album di famiglia e costituiscono la risposta ad un tentativo di esplorare più in profondità quei rapporti talvolta nascosti, semplicemente sfiorati o solo abbozzati nel genere convenzionale dell’album di famiglia. Ho lavorato con sei coppie di madri e figlie, intervistandole tutte e ponendo loro domande inerenti il loro rapporto reciproco. Le fotografie in mostra rappresentano il culmine di due sessioni di fotografia con ogni coppia: la prima sessione in collaborazione con le coppie, per capire come esse avrebbero voluto che il loro rapporto venisse rappresentato fotograficamente. Successivamente, dopo aver esaminato le fotografie e riletto accuratamente le interviste da me condotte, ho diretto la seconda sessione di scatti in una maniera volta a mostrare determinati aspetti del rapporto che madri e figlie avevano condiviso con me.

Nel Mundane and the Monumental ho condotto delle ricerche negli archivi del Addenbrookes Hospital di Cambridge in Gran Bretagna, scegliendo alla fine alcuni degli oggetti, registri e fotografie risalenti ad un periodo compreso tra la fine del 1900 e la fine degli anni ‘60 per creare una nuova serie di immagini.
Il titolo riflette l’importanza del via vai frenetico degli ospedali che risulta essenziale per realizzare le situazioni di vita e morte vissute quotidianamente dal personale, dai pazienti e dai visitatori. Grazie ad un archivio particolarmente vasto, è stato possibile legare passato e presente e mostrare come le modalità di registrazione e documentazione siano cambiate da quando l’ospedale fu fondato.
La serie Immagine di Sardegna è stata accuratamente selezionata dalla mia collezione di immagini raccolte nel corso dei miei viaggi frequenti in questa splendida isola durante gli ultimi 6 anni. Le immagini sono frammenti e dettagli che danno una impressione della Sardegna che sto scoprendo gradualmente, una immagine forse alternativa rispetto a quella usuale delle cartoline in vendita per i turisti.
Durante questo soggiorno lavorerò presso la Pro Loco di Tuili. Il punto di partenza sarà una ricerca sulla storia di Tuili e della Giara utilizzando l’esteso archivio di immagini lì conservate. Utilizzerò sia gli strumenti digitali che le tecniche fotografiche convenzionali per produrre un lavoro in continuo aggiornamento che potrà essere osservato durante la settimana del Festival. Continuerò a sviluppare tale lavoro anche dopo la fine del Festival, in modo da mostrarlo completo nel corso del Festival del prossimo anno.


Kay Goodridge
Agosto 2010
Traduzione a cura di Daniele Vidili




Lost and Found
Mothers and Daughters (2002), The Mundane and the Monumental (2004)
and the Immagine di Sardegna (2010) are three series which show how I
work in different ways yet still maintain a particular style and
theme. The link between these 3 pieces (and much of my work to date)
is that they are inspired by conventional photographic genres e.g. the
family album, historic and archival images and postcard images. By
changing the ways in which the images are displayed or placed in
relation to other images, and by showing them in a different location
from where they were originally found, new meanings can be created and
the images can be read from different pespectives. The three pieces
are also linked by the careful choices and editing that is made when
creating a series of work from a large archive or collection of images.
The Mother and Daughter images are inspired by the family album, and
are a response and attempt to explore in more depth, relationships
that are hidden or simply touched upon or hinted at within the
conventional family album genre. I worked with the six
mother/daughter pairs, interviewing them all and asking them the same
questions about their relationship with one another. The final photos
that are shown here are the culmination of two photography sessions
with each pair, the first working in collaboration with the pair about
how they wanted their relationship to be represented photographically.
Having examined the photos and read the interviews thoroughly, I
then directed the second shoot in a way that I felt showed aspects of
the relationships that the mothers and daughters had shared with me.

In the Mundane and the Monumental I worked in the archives at
Addenbrookes Hospital in Cambridge UK, eventually choosing some of the
objects, registers and photos dated from the late 1900s to the 1960s
to make a new series of images. The title reflects the importance of
the day to day running of the hospital which is essential to fulfil
the life and death situations that are experienced by staff, patients
and visitors on a daily basis. With such an extensive archive it was
possible to link the past and the present and to show how ways of
recording and documentation has changed since the hospital was founded.
The Immagine di Sardegna have been carefully chosen from my
collections of images taken over the last 6 years during my frequent
trips to this beautiful island. The images are fragments and details
that form an impression of the Sardinia that I am gradually finding
out about, an alternative perhaps to the usual postcard images that
are available for tourists to the country.
During this residency I will be working in the Pro Loco in Tuili
starting with researching into the history of Tuili and the Giara
using the extensive archive of images that are housed there. I will be
using both digital media and conventional photography to produce ?work
in progress? that can be seen throughout the week of the Festival. I
will continue to develop the work once the Festival has finished to be
shown at next year’s Festival.

Kay Goodridge
August 2010